Antropologia degli Oli Essenziali
Gli oli essenziali rappresentano uno strumento prezioso nell’ambito della naturopatia, grazie alle loro numerose proprietà terapeutiche e al loro uso millenario.
Origini e Composizione Chimica
L’utilizzo degli oli risale a tempi antichi, dove venivano impiegati per la cura del corpo, come fonte di luce e in rituali spirituali. Gli oli sono composti principalmente da idrogeno e carbonio, con una piccola percentuale di ossigeno. A temperatura ambiente, si presentano come liquidi leggermente densi, ma possono solidificarsi se esposti al freddo.
In natura, l’olio è intrinseco alla matrice cellulare delle piante e non esiste allo stato puro. È l’uomo che, attraverso processi di estrazione, rende questa sostanza disponibile.
Caratteristiche Fisiche e Chimiche
Il colore di un olio essenziale varia in base agli elementi chimici presenti nella pianta da cui è estratto. Gli oli sono sostanze infiammabili e, in passato, venivano utilizzati come fonte di luce per illuminare gli ambienti.
Dal punto di vista fisico, il peso specifico dell’olio è sempre inferiore a quello dell’acqua, motivo per cui gli oli galleggiano quando mescolati con essa. Inoltre, gli oli reagiscono in modo diverso a seconda del contatto con altre sostanze:
Fonti degli Oli
Esistono tre principali fonti di oli:
Questa classificazione sottolinea la versatilità e l’importanza degli oli in vari ambiti della vita umana, dalla salute alla tecnologia, rendendoli risorse fondamentali anche nella modernità.
Si pensa che i primi ad aver utilizzato l’olio siano stati gli Egizi, soprattutto quello di sesamo e di lino. Furono i primi a elaborare l’olio con estrazione in quantità elevata.
I popoli del Medio Oriente furono grandi utilizzatori di olio poiché i terreni erano ricchi di petrolio, e spesso questa miscela di idrocarburi affiorava in superficie sotto forma di fiamme. Osservando la natura, l’uomo imparò a estrarre l’olio dalla terra.
Inizialmente si facevano bollire le piante, estraendo così l’olio. La prima testimonianza di questo processo si trova nel Pentateuco, il Libro Sacro, dove si racconta che i Fenici e gli Israeliti macinavano le piante per facilitare l’estrazione dell’olio.
In base alla geografia si trovano tipologie di oli differenti. Ad esempio, in Oriente si usavano oli di sesamo e soia; nel Medio Oriente, la palma, il sesamo e, nel Mediterraneo, l’olio di oliva. La parola olio deriva dal greco “élaion”, che significa liquido liscio e scivoloso, unto.
Gli oli vengono estratti da tutte le parti della pianta: foglie, fiori, radici, frutti, eccetera.
Un importante contributo alla conoscenza degli oli essenziali si deve all’imperatore cinese Xiang Lu, che circa 1000 anni prima della nostra era scrisse Il grande libro delle erbe. Questo libro contiene la descrizione di circa 350 piante che producono oli essenziali, utilizzabili per curare, nutrire, illuminare e altri scopi. Grazie a quest’opera, gli oli iniziarono a essere più conosciuti.
Le testimonianze più antiche sull’uso degli oli risalgono a civiltà come gli Israeliti e gli antichi Egizi, che li utilizzavano per mummificare i cadaveri. Gli oli impiegati erano ritenuti sacri, usati per purificare e santificare, nonché per preservare i tessuti come se fossero in vita.
Queste sostanze oleose e profumate venivano anche utilizzate come spezie alimentari e come antisettici, soprattutto negli ambienti comuni.
Gli Arabi, raccogliendo queste conoscenze, le portarono a un livello più avanzato, contribuendo alla loro inclusione in una dimensione farmacopea. I sacerdoti egiziani attribuivano agli oli poteri legati agli spiriti, utilizzandoli per evocarli o allontanarli, e per influenzare gli stati d’animo di gruppi di persone. Per questo motivo, venivano spesso diffusi negli ambienti comuni.
La maggior parte di queste piante erano importate e venivano estratte da loro perché anche il modo di estrazione era molto importante,e si chiamava noua.
Anche gli Indù associavano gli oli ai pianeti del sistema solare:
Sole: benzoino, neroli, paciuli. (Queste piante hanno una grande capacità di assorbire l’energia solare).
Luna: cipresso e ginepro
Mercurio: cardamomo (stimola i mitocondri del pancreas), isopo, finocchio, lavanda (stimola i mitocondri dell’utero, della vescica e delle gonadi), il rosmarino, la menta piperita (perché è vicina al sole e stimola anch’essa i mitocondri )
Venere: bergamotto, Rosa, gelsomino, geranio, ylang ylang (queste sono piante che hanno un’espressione tipicamente femminile e stimolano la femminilità della donna).
Marte: basilico che incide molto nel stimolare la parte della mente fantasia rettitudine Pepe Nero, cannella e zenzero ( perfettamente maschili)
Giove: cedro ottenuto dal legno non dal frutto, melissa, sandalo ottenuto dal legno (Giove è collegato legno e fegato e vescica biliare punto non a caso questi Oli calmano la rabbia)
Saturno: canfora, eucalipto Pino Silvestre. (Queste piante stimolano la capacità centripeta).
Plutone: camomilla e maggiorana
Le prime documentazioni delle piante aromatiche risalgono a circa 7000 anni fa dai cinesi e dagli ayurvedi.
In molti testi antichi l’utilizzo su come usare gli oli essenziali viene descritto come una conoscenza data direttamente dal capo degli Dei.
Si parla di erbe divise in quattro categorie:
1 per salvare la morte imminente
2 per curare le ferite da ima da fuoco
3 guarire la pelle
4 recuperare le forze per riprendere la guerra
D’altro canto la civiltà indiana è basata sul karma e sul sacrificio punto questa civiltà conosce molto bene la fermentazione, e la fermentazione acquosa dei processi fermentati.
Anche gli incensi sono molto usati in India perché aiutano a crescere spiritualmente.
Le civiltà Indù sono divise in caste, tra alle quali la casta Bramini che è quella che possiede il sapere.
Nelle tradizioni indù è fondamentale l’uso di piante medicinali curative per l’anima.
Già loro, conoscevano l’utilizzo della “bella donna” che ha una sostanza tossica, a scopi benefici per il nostro organismo, per anestesie e curare le ferite chirurgiche. Questo serviva per gli equilibrare i dosha: le forze energetiche che interagiscono tra loro e ci mantengono in vita.
Gli oli vengono usati molto nei provvedimenti religiosi.
Dalla casta Bramini si arriva nell’India islamizzata e in Mesopotamia.
Le classi religiose buddiste e induiste avevano sono quelle che avevano un uso più sofisticato dell’olio essenziale. Secondo le antiche scritture Buddha (che morì per una congestione intestinale di sanguinamento delle emorroidi) veniva curato con gli oli essenziali; ed era l’unica cosa che gli dava sollievo.
Il più diffuso era quello di cannabis per le fibromialgia dell’epoca.
Gli oli si dividono in diverse tipologie, a seconda di come agiscono sugli strati energetici e fisici:
Resine
Le resine sono utilizzate per curare ferite di ogni genere, sia fisiche sia psicologiche. Aiutano ad accettare gli eventi della vita, permettono di comprendere, sentire e percepire il significato del trauma, contribuendo a trasformarne le informazioni.
Vengono spesso utilizzate nei templi, luoghi di preghiera e meditazione. Alcuni esempi sono il benzoino, l’ambra e il palo santo.
Per prolungare il processo di guarigione, si possono combinare le resine con oli di rosa, sandalo e cedro.
Oli dalle radici
Oli come quelli derivati da vetiver, sandalo e zenzero sono indicati per problemi legati al primo chakra. Aiutano a radicarsi meglio nella società, nella famiglia e nei contesti territoriali, favorendo l’adattamento e supportando chi soffre di traumi legati al senso di appartenenza. Inoltre, sono molto utili per chi ha paura del giudizio altrui.
Oli essenziali derivati dai fiori
Gli oli estratti dai fiori favoriscono la consapevolezza e l’accettazione della realtà. In natura, i fiori sbocciano, si colorano, profumano ed esprimono ciò che sono. Analogamente, questi oli aiutano a esternare la propria essenza, i propri desideri e a superare blocchi psicologici. Alcuni esempi includono: vaniglia, gelsomino, camomilla, peonia, ylang ylang, rosa e lavanda.
Oli derivati dalle spezie
Gli oli estratti dalle spezie sono ideali quando si vuole rompere schemi e blocchi, portando un’energia centrifuga di rinnovamento. Le spezie, utilizzate anche in cucina, hanno il potere di combattere la stasi energetica. Tra gli oli più comuni ci sono quelli di cannella, coriandolo, zenzero, cardamomo, chiodi di garofano, pepe rosso e pepe nero.
Nella cultura cinese le grandi forze sono yin (chiusura femminile) e yang (espansione maschile), quindi quando utilizziamo gli oli la stessa pianta ha sia un aspetto femminile sia un aspetto maschile per cui alle donne daremo la parte yin e agli uomini daremo la parte Yang.
Ad esempio la lavanda vera viene ottenuta dai fiori femminili della pianta (quelli che vengono fecondati) per stimolare in in menopausa, mentre la lavanda latifoglia è maschile e si usa dove c’è carenza di Yang.
Si possono usare anche per parti diverse del corpo ad esempio la lavanda Yang per i polmoni per chi è la parte alta del corpo per la pelle invece la lavanda vera yin.
Questa divisione cinese in e yang accompagna tutta la cultura degli oli essenziali. Pino abete e agrumi in genere sono Yang per la loro esposizione al sole
Achillea, elicristo, camomilla, Angelica sono Oli yin .
Nella medicina tradizionale cinese vengono divisi anche in base alle logge
Le piante da cui esistevano gli oli venivano definite “piante della vita”.
L’arte della magia era molto sviluppata.
I papiri egiziani riportano molte testimonianze di questi oli indispensabili per tutti.
I più ricchi usavano gli oli più concentrati e più Nobili ma gli oli non si legavano a nessuno. La cultura egiziana esaltava molto il corpo, per questo lo mummificava.
Il corpo è contenitore dell’anima , per questo è importante prendersene cura.
Noi non siamo solo entità biologiche ma anche biofisiche.
Attraverso il corpo, l’anima che abbiamo dentro comunica con tutto il resto, quindi il corpo ha come funzione principale l’interconnessione con tutto ciò che ci circonda; per questo motivo gli egiziani dedicavano tutte queste attenzioni al corpo, l’igiene, alla giovinezza e alla bellezza. Si applicavano unguenti ,oli al viso e ai capelli, e attraverso questi trattamenti ci si tutelava anche da insetti muffe e patogeni .
La stessa forma delle piramidi indica la loro propensione verso l’alto per far salire la coscienza.
Qualche migliaia di anni dopo nell’antica Persia ci fu una nuova diffusione degli Oli da estrazione. Intorno all’anno 1000 il filosofo e medico Avicenna, riuscì a costruire la distillazione con la serpentina, il raffreddamento, dal quale uscì un olio essenziale molto valido..
Nel 377 prima della nostra era Ipocrate creò una formulazione di piante aromatiche che bruciandole servivano per affrontare l’epidemie, soprattutto quella della peste.
Gli oli essenziali nell’Impero Romano derivano dalla civiltà egizia e quella greca.
I romani non utilizzavano gli oli a livello divino, ma il loro uso era rilegato al solo scopo salutistico per contrastare malattie batteriche e virali.
Le spezie venivano usate anche per conservare il cibo e non solo per aromatizzarlo.
Carlo Magno scrisse una guida di 88 piante necessarie per la vita.
Durante le crociate si incontravano culture dove l’uso degli oli essenziali era determinante. Da qui i crociati portarono queste testimonianze in Europa.
La distillazione divenne una pratica molto comune e nacquero i rimedi per ogni cosa.
Facendo un salto storico dove l’importanza degli oli si perse con la moda Parigina che usava gli o.e solo per la parte cosmetica, arriviamo a Paracelso che nel mondo della medicina ripristinò il valore degli oli essenziali.
Lui associò le parti delle piante, con le parti del corpo umano, quindi le estrazioni delle piante coincidevano con le parti del corpo, ad es: le foglie per problemi respiratori perché traspirano; le resine per le ferite e le ustioni, etc…
All’epoca del Rinascimento nacque la moda dei diffusori d’ambiente.
Trovo simpatico dirvi che la miscela degli Oli che contrastarono la peste a Parigi fu invenzione di quattro ladri, i quali per derubare nelle case dei malati si ungevano per non prendere le malattie. Quando vennero arrestati, in cambio della loro libertà, divulgarono questa miscela: assenzio, salvia sclera, rosmarino, canfora, menta piperita, chiodi di garofano, cannella, aglio, lavanda spica.
Tagliando molti pezzi di storia arriviamo al 1931, dove nasce il libro “Aromaterapia”di cui Gattefossè fu padre.
La nascita della chimica fece sì che i diversi oli essenziali si potessero ottenere anche in maniera sintetica.
La Francia diventò il primo paese nel mondo che introdusse gli oli essenziali negli approcci clinici oggi parliamo di oli essenziali in termini tecnici biochimici e biomedici, come sostanze antibiotiche, antiparassitarie, pesticide, con cognizione di causa e sperimentiamo costantemente le loro proprietà dove la scienza conferma la empirica millenaria dell’umanità in questo settore
Nasce così la nuova figura professionale dell’ aromaterapista, ovvero terapisti che operano attraverso gli aromi.
L’aromaterapia utilizza gli oli essenziali in diverse modalità: per via cutanea, transcutanea, ingerita o inalata.
Le piante dedicano una parte significativa delle loro risorse alla sintesi di oli essenziali, che svolgono un ruolo fondamentale nella loro difesa e nella definizione del loro spazio vitale. L’aroma rilasciato delimita il confine della pianta, proteggendola e comunicando al tempo stesso accoglienza e identità, contribuendo alla creazione di una “cultura olfattiva” specifica.
Ad esempio, un’infezione come la candidosi o un’ipertensione lieve possono essere trattate con poche gocce di olio essenziale di aglio, grazie alle sue proprietà terapeutiche. Osservando la struttura di una testa d’aglio, si nota come i suoi spicchi si proteggano reciprocamente, un’immagine simbolica della sinergia che caratterizza gli oli essenziali: essi non sono solo sostanze chimiche, ma portatori di bioinformazione.
Proprietà e utilizzi degli oli essenziali
Gli oli essenziali sono simbolo di simbiosi, che precede la competizione nella natura. Alcune piante producono oli per attrarre insetti impollinatori, garantendo così la propria sopravvivenza. Le loro funzioni principali includono effetti digestivi, antibatterici, antinfiammatori e immunostimolanti.
L’efficacia degli oli essenziali non dipende dalla somma delle loro componenti chimiche, ma dall’interazione tra di esse. È questo legame sinergico a generare i loro effetti benefici, agendo a livello informativo e frequenziale.
Differenze tra oli essenziali e fitoterapia
Sebbene entrambi derivino dalle piante, la fitoterapia utilizza diverse parti vegetali per preparare infusi, decotti e sciroppi. In questi preparati, gli oli essenziali possono andare perduti o risultare meno concentrati rispetto al loro utilizzo diretto. Ad esempio, un litro di decotto può richiedere grandi quantità di pianta, mentre una sola goccia di olio essenziale conserva un’enorme potenza terapeutica.
Concentrazione e modalità d’estrazione
Per produrre poche gocce di olio essenziale servono grandi quantità di materia prima. Ad esempio, occorrono circa 2 kg di origano per ottenere una singola dose di olio. Le tecniche di estrazione comprendono spremitura a freddo e distillazione in corrente di vapore. Ogni pianta richiede tempi specifici di separazione, influenzati dal clima e dal metodo utilizzato.
Qualità e conservazione
Per uso terapeutico è fondamentale utilizzare oli puri, derivati da piante spontanee o coltivate senza diluizioni o manipolazioni. Gli oli di alta qualità devono essere accompagnati da una scheda cromatografica che ne certifichi il chemiotipo. Evitare oli commerciali contenenti conservanti dannosi come parabeni o benzoni, che possono interferire con il sistema endocrino e immunitario.
L’essenza degli oli essenziali risiede nella loro capacità di ristabilire l’equilibrio naturale, promuovendo la simbiosi tra organismo e ambiente. Ogni olio porta con sé l’impronta del luogo e delle condizioni in cui è stata coltivata la pianta, offrendo un messaggio unico di armonia e guarigione.
Dobbiamo ricordare che gli oli essenziali sono ottenuti attraverso un processo alchemico. Essi agiscono sotto la forte influenza dei 4 elementi alchemici (fuoco terra e aria e acqua).
La frequenza vibrazionale degli oli essenziali può essere misurata.
L’unità di misura sono gli hertz e megahertz. Anche le vibrazioni del corpo umano sono state misurate e vanno da 62 ai 68 megahertz fino a circa 78, ma alcuni organi e apparati del corpo variano fino a frequenze vibratorie di 90 megahertz . Al di sotto di 62 megahertz il corpo inizia ad ammalarsi. Gli oli essenziali aiutano a restituire al corpo un livello vibrazione salutare, la loro frequenza è compresa tra i 52 e 320 megahertz.
Personalmente consiglio gli oli essenziali di Madya shop, in quanto mi hanno dato ottimi risultati, sono a uso alimentare, biologici, processati in modo da non alterare le sostanze e le frequenze dell’olio essenziale.
Nei miei trattamenti e nel mio approccio, approfitto dell’ausilio degli oli essenziali, testando la persona con il chakraroma test: (la persona viene sottoposta ad un’ esperienza olfattiva con l’ausilio di 14 oli essenziali, 2 risonati per ogni punto chakra, al fine di ristabilire un equilibrio armonico).
In seguito troverete un link dello shop online Madya.
Per acquistare i prodotti è necessario inserire il codice cliente:
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l’influenza dei pianeti sull’uomo e sulla terra, pietre preziose, gusti, comportamenti, colori e stati d’animo.
Nel 1922 fu trovata la tomba di Tutankhamon con attorno piccoli vasi, contenenti tracce di oli essenziali per mantenerlo sempre armonizzato con l’ambiente in cui viveva, per garantirli l’eternità.
Il keyphy era una miscela di 16 oli essenziali, poiché il numero 16 in Egitto è un numero sacro e probabilmente richiamava i 16 pianeti al loro sostegno, che girano intorno al sole.
Le miscele contenevano: benzoino, arancia amara, paciuli, cipresso, ginepro, cardomomo, isolo, lavanda, timo, menta piperita, bergamotto, Rosa, gelsomino, geranio, ylang ylang, cedro dal legno, il sandalo, il basilico, il pepe nero, la cannella, lo zenzero, canfora, il sandalo dal legno, la camomilla Maggiorana e Melissa.
(Questa ricetta è stata presa da tre fonti, di cui una in aramaico , tradotta dal medico, oncologo ricercatore Mark Victor Solomon).
Anche gli Indù associavano gli oli ai pianeti del sistema solare.
Sole: benzoino, neroli, paciuli. (Queste piante hanno una grande capacità di assorbire l’energia solare).
Luna: cipresso e ginepro
Mercurio: cardamomo (stimola i mitocondri del pancreas), isopo, finocchio, lavanda (stimola i mitocondri dell’utero, della vescica e delle gonadi), il rosmarino, la menta piperita (perché è vicina al sole e stimola anch’essa i mitocondri )
Venere: bergamotto, Rosa, gelsomino, geranio, ylang ylang (queste sono piante che hanno un’espressione tipicamente femminile e stimolano la femminilità della donna).
Marte: basilico che incide molto nel stimolare la parte della mente fantasia rettitudine Pepe Nero, cannella e zenzero ( perfettamente maschili)
Giove: cedro ottenuto dal legno non dal frutto, melissa, sandalo ottenuto dal legno (Giove è collegato legno e fegato e vescica biliare punto non a caso questi Oli calmano la rabbia)
Saturno: canfora, eucalipto Pino Silvestre. (Queste piante stimolano la capacità centripeta).
Plutone: camomilla e maggiorana
Nella tradizione taoista si consiglia di procedere per gradi: cercare di comprendere l’origine del problema con i fiori, stimolare l’appartenenza con le radici radicale la persona e a forzarla e se questo non basta rompere gli schemi per non soccombere dentro attraverso le spezie. Le prime due fasi aiutano la comprensione nell’ultima fase c’è bisogno di rompere perché non si è compreso.
Dopo una rottura c’è bisogno di ricostruire: eucalipto lemon glass, aghi di pino, neroli e quando c’è rabbia, in associazione con il rosmarino.
Patologie respiratorie: Miscela di limone e pino marittimo per raffreddori, con l’aggiunta di tea tree oil per infezioni.
Infiammazioni renali: Cannella canforata e limone.
Dimagrimento: Oli di limone, cannella, geranio egiziano ed eucalipto, diluiti e massaggiati sull’addome.
Astenia mentale: Oli di alloro, basilico, rosmarino e verbena, applicati sul plesso solare.
Problemi articolari: Oli di timo, wintergreen ed eucalipto per artrite e dolori muscolari.
Dobbiamo ricordare che gli oli essenziali sono ottenuti attraverso un processo alchemico. Essi agiscono sotto la forte influenza dei 4 elementi alchemici (fuoco terra e aria e acqua).
La frequenza vibrazionale degli oli essenziali può essere misurata.
L’unità di misura sono gli hertz e megahertz. Anche le vibrazioni del corpo umano sono state misurate e vanno da 62 ai 68 megahertz fino a circa 78, ma alcuni organi e apparati del corpo variano fino a frequenze vibratorie di 90 megahertz . Al di sotto di 62 megahertz il corpo inizia ad ammalarsi. Gli oli essenziali aiutano a restituire al corpo un livello vibrazione salutare, la loro frequenza è compresa tra i 52 e 320 megahertz.
Personalmente consiglio gli oli essenziali di Madya shop, in quanto mi hanno dato ottimi risultati, sono a uso alimentare, biologici, processati in modo da non alterare le sostanze e le frequenze dell’olio essenziale.
Nei miei trattamenti e nel mio approccio, approfitto dell’ausilio degli oli essenziali, testando la persona con il chakraroma test: (la persona viene sottoposta ad un’ esperienza olfattiva con l’ausilio di 14 oli essenziali, 2 risonati per ogni punto chakra, al fine di ristabilire un equilibrio armonico).
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